lunedì 23 novembre 2009

Pubblicato come fondo il 07_12_2009

Il Pd in città e Regioni come Napoli, la Campania, Firenze, l’Abruzzo, la Liguria, la Calabria, tanto per citare alcuni fra i casi all’onore della cronaca, vede suoi esponenti di primo piano coinvolti in inchieste, indagati, rinviati a giudizio con accuse pesanti. Ma dove sono i valori che vengono dal movimento operaio italiano, comunista e socialista? Abbiamo visto qualche Sindaco di sinistra fare del populismo, presentare una città che è solo nell’immaginario collettivo, ma il tema base di una classe politica di sinistra dovrebbe essere il lavoro in primis e la solidarietà verso i meno abbienti.
A quattro mesi dalla competizione elettorale per la corsa a governatore della Campania si rincorrono nomi di candidati da ambo gli schieramenti, alcuni contestati altri pure. “In politica quello che più conta è la moralità”, questa frase detta dal nostro presidente della Repubblica ci porta indietro negli anni.

Era l’estate del 1981: dopo dieci anni ci sarebbe stata la caduta della prima Repubblica, Tangentopoli, il crollo dei partiti politici, il riciclarsi della classe politica Italiana, la Sinistra allo sbando, la destra sempre più al centro, il centro diviso tra destra e sinistra, la seconda repubblica, la legge elettorale per l’elezione del Sindaco cambiata, il voto privo della preferenza del candidato al Parlamento; nel dimenticatoio venne messa la tanto sospirata “Questione Morale”.

IL 28 Luglio 1981 Enrico Berlinguer intervistato da Eugenio Scalfari per il Quotidiano “La Repubblica” parlava della Questione Morale:
« La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. » . Ieri come oggi.(n.d.r.)

Abbiamo riletto più volte quell’intervista ancora oggi per noi attuale, in questa ultima settimana abbiamo letto molte dichiarazioni sulle probabili candidature a governatore della Regione Campania e alcune frasi ci hanno riportato alla mente oggi più di ieri la Questione Morale:

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano: “Che ci si schieri a destra o a sinistra, quello che conta è il senso più alto dei limiti della politica,la dedizione all’interesse generale e la moralità della politica”.

Giorgio Amendola: “Fare della politica una scelta di vita”.

Benedetto Croce: “ La politica è un’arte a sé stante”

Nicki Vendola: "la moralizzazione della vita pubblica e' davvero un banco di prova decisivo della democrazia perche' qualunque forma di corruzione e' un furto di diritti e di beni comuni. La legalita' deve essere la nostra bussola. Il punto riguarda la capacita' concreta di traduzione nella macchina amministrativa della domanda di legalita'".

SINISTRA E LIBERTÀ: “Si organizzi un serio sistema di controllo. Nella speranza che gli indagati possano dimostrare la propria estraneita' ai fatti, il centro sinistra e il Pd in particolare, devono porre al centro del proprio agire politico e di governo la questione morale”.

Nicola Casentino:«È una richiesta di arresto politica perchè sono il coordinatore del PdL in Campania. Questa è barbarie, questa è inciviltà».

Luigi De Magistris: “Non mi accontento di avere candidati dal casellario giudiziario pulito. Vorrei persone di altissimo livello, non si può proporre Vincenzo De Luca, ottimo amministratore a Salerno, ma imputato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Bisogna uscire dalla logica del consociativismo del sistema di potere.

Vincenzo De Luca: “Non accetto lezioni di moralità da nessuno. Casomai sono io a darle”.

Tommaso Biamonte: «Vincenzo De Luca, serio ed intelligente, si è arroccato nel suo palazzo, ammalandosi di assolutismo».

Il pensiero di una sinistra diversa dagli altri partiti veniva spigata così da Enrico Berlinguer:
“Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata”.
“La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.”
Come sono attuali questi discorsi; i politici di oggi, con un trascorso comunista ricordano le teorie di Berlinguer attraverso le sue parole. Oggi qualche città del meridione si ritrova con società miste piene di amici degli amici; le campagne elettorali si fanno con il solo scopo di gestire la “cosa” pubblica come se fosse di proprietà; si rappresenta una città che non esiste, quindi irreale da dove si evince l’esaltazione dell’IO che ti porta a puntare a vette sempre più alte.
Basterebbe, in sede locale, analizzare il patrimonio familiare del politico di turno per controllare la situazione ante e post mandato, quante opportunità si sono sfruttate nel periodo in cui si è avuta l’investitura del popolo per amministrare il patrimonio comune, evidenziando incarichi importanti a fratelli e figli, beni di ogni genere a tutti i familiari, attività commerciali, appartamenti, quote in società, in alberghi, ecc. ecc.
La questione morale potrebbe essere un punto di ri-partenza, potrebbe rappresentare la rinascita della politica dando vita ad un entusiasmo nuovo in un momento in cui il popolo pensa che fare politica significhi tutelare le proprie cose i propri “affari”. Oggi l’immagine che la politica ed i politici danno di se stessi è di una tristezza immensa!
Lucio Ardenna:

Da questa pubblicazione, vorremmo che prendesse vita a Salerno, attraverso il nostro Quotidiano, “IL LABORATORIO SALERNO PER LA QUESTIONE MORALE” che associ l’intero arco costituzionale. Attendiamo le vostre proposte, le vostre idee, insomma, l’opinione dei cittadini.

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